farina di miglio bruno selvatico, ora direttamente dal mulino. La più perfetta fonte di energia della Natura -

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Siccome l’Homo sapiens si adatta nel suo sviluppo alle nuove esigenze dell’ambiente del XXI secolo, avrà sempre bisogno di antiossidanti e di sostanze nutritive che lo proteggano. Senza la protezione di una sostanza atta a frenare l’ossidazione e che fornisca in abbondanza a sangue e tessuti la vitamina A, la beta-carotina, le vitamine C, E, il selenio, lo zinco, il silicio ed altri anti-ossidanti – il fragile meccanismo ossigeno/carbonio del corpo umano non potrà sopravvivere e ancor meno sarà in grado di fornire a lungo termine delle prestazioni superiori alla media. Sebbene la nostra chimica organica sia basata sull’atomo del carbonio, potrebbe altrettanto bene essere basata sul silicio. La combinazione carbonio/ossigeno che viene sostituita dalla combinazione silicio/ossigeno? Sì, questo potrebbe davvero succedere
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Il segreto – le origini di un minerale flessibile

È molto importante sapere che il silicio è assolutamente indispensabile alla produzione e al rinnovo della respirazione necessaria alla vita, cioè per la produzione dell’ossigeno di cui abbiamo bisogno in ogni secondo della nostra vita. Ma questo non è tutto. Il silicio è stato anche essenziale per l’atto della creazione, il primo passo che ha reso possibile lo sviluppo di tutta la vita sul nostro pianeta. Sotto la forma del composto ossido di silicio, il silicio appartiene alla famiglia dei minerali silicati. Tutti i silicati sono minerali composti dagli elementi silicio ed ossigeno. Infatti, finora i geologi hanno scoperto e classificato più di mille tipi di silicati sulla terra. Il che significa che sul nostro pianeta esiste una presenza dominante del silicio. Circa l’ 87% della crosta e circa il 26% del mantello terrestre sono composti da silicati. I silicati più complessi presentano già la configurazione di diamante, di cui il quarzo rappresenta il grado più alto di formazione. Il quarzo ialino è uno dei più begli esempi della forza formativa e strutturale del silicio. I composti di silicio ed ossigeno dominano la terra. Di conseguenza il silicio occupa il secondo posto tra gli elementi più diffusi sul nostro pianeta, dopo l’ossigeno.

Le funzioni corporali del silicio necessarie alla vita

Non è un caso che gli elementi più diffusi sulla terra siano anche i più importanti per adempiere a essenziali e vitali funzioni del corpo umano. Queste sostanze sono silicio e ossigeno. Insieme danno vita all’acido silicico. Negli organismi viventi si trovano grandi quantità di ossigeno. Invece il silicio oggi esiste nel corpo umano solamente sotto forma di oligo-elemento. Si trovano solo circa 15 microgrammi di silicio in ogni 100 ml del nostro fluido corporale. La scienza ha confermato che il silicio rinforza il sistema immunitario umano. Anche se non abbiamo bisogno di silicio per altre ragioni, questa sostanza rimane pur sempre essenziale per attivare le naturali difese del nostro corpo. Però, contrariamente alle sostanze solamente preventive, il silicio gioca anche un ruolo essenziale nella costituzione rigenerativa del corpo. Queste sono delle buone novità per tutti gli appassionati di body building. La formula di medicina sportiva che mette a disposizione silicio risulta essere costitutiva, dunque anabolica, ma non è assolutamente illegale e contrariamente agli steroidi, dannosi alla salute, il silicio aiuta a migliorare il proprio stato di salute.

Nella medicina classica non si parla quasi mai del silicio o, quando succede, è spesso menzionato in modo negativo e non lo si trova citato neanche su manuali di farmacologia.

Se i massmedia informassero sugli effetti rigenerativi e terapeutici del silicio, questa sostanza potrebbe diventare velocemente il mezzo di prevenzione preferito nella medicina moderna, almeno nei casi di fragilità del tessuto connettivo e delle malattie ad essa connesse. La carenza di silicio è, nelle cellule cancerose, un dato di fatto ugualmente frequente come la mancanza di ossigeno, che però si può sempre trovare in sovrabbondanza nei tessuti vicini. Proprio questo problema non chiarito, cioè la sovrabbondanza generale e l’utilizzazione insufficiente a livello cellulare, rende così importante fornire al nostro corpo sempre di nuovo e regolarmente essenziale silicio al fine di evitarne ogni carenza e per sconfiggere gli effetti di malattie che da tali carenze conseguono.

Una cura di ringiovanimento incomparabile

L’acido silicico utilizzabile organicamente, ad esempio basato sul miglio bruno non mondato in forma selvatica, rappresenta una forma di dieta che procura all’organismo umano il silicio essenziale ed elementare sotto forma di sale minerale. Dopo il trattamento oppure la macinatura finissima del materiale grezzo, cioè del miglio bruno non mondato in forma selvatica, l’acido silicico organico e vegetativo è costituito per la maggior parte (ma non solamente) di SiO2. Inoltre bisogna sapere che il silicio possiede una forza d’attrazione immensa nei confronti dell’elemento acidificante, cioè dell’ossigeno, e che si lega quasi sempre e in modo assolutamente naturale all’ossigeno. Così la combinazione più diffusa risulta essere un ossido in cui il silicio (con sempre un atomo solo = Si) è legato a due atomi di ossigeno ( = O). La formula del silicio in questo legame è SiO2. Anche la tensione superficiale del silicio con l’acqua è eccezionalmente elevata e si moltiplica in maniera straordinaria. Il silicio contiene quindi anche delle energie interne e, grazie alle sue attività di superficie insolitamente grandi, rappresenta una condizione essenziale per ogni processo organico. È stato anche dimostrato che la capacità della conducibilità di energia e del trasporto di sostanze nutritive insieme alla capacità di assorbire l’acqua nelle cellule vengono decisamente aumentate e solo così viene conferita a quello che il materiale da costruzione più importante del corpo, la proprietà di trattenere acqua! Il processo principale del vero e proprio invecchiamento o della degenerazione si svolge sulla base dell’ essiccazione delle cellule. La sgorgazione delle proteine (l’albume ) che ne consegue è legata ad un cambiamento dell’osmosi. Tutto questo provoca flocculazione e coagulazione, cioè denaturazione della proteina.

Robert A. Anderson, MD ha constatato che ferite muscolari dello scheletro si verificano durante una preparazione atletica solamente in quegli sportivi che presentano un tasso chiaramente più basso di silicio (4 ppm), fatto dimostrato dall’analisi dei capelli. Al contrario, tutti gli atleti che non hanno mai subito delle lesioni muscolari provenienti dallo scheletro avevano delle quantità normali di silicio nei loro capelli (cioè più di 20 ppm).

La fonte più semplice di silicio – il miglio bruno in forma selvatica

Il miglio bruno non mondato e in forma selvatica non solamente contiene delle quantità di molto superiori alla media di silicio organico ma è anche – come il miglio in generale - il cereale più ricco di minerali sulla terra. Se si prende in considerazione lo stato di salute della popolazione civile globale, caratterizzato principalmente da una carenza generale di sostanze nutritive, il futuro del miglio bruno è sicuramente promettente. Specialmente per tutti coloro da cui ci si attendono alte prestazioni, un’alimentazione ricca di sostanze minerali rappresenta la base di forza vitale e dinamismo. Il miglio bruno contiene nel suo tegumento molte sostanze minerali, oligoelementi e sostanze attive i cui vantaggi non sono ancora stati studiati. E infatti contiene non solo acido silicico, calcio, zinco, fosforo, potassio, fluoro, ma anche il super-catalizzatore magnesio, e poi proteine, lipidi e carboidrati, che, tutti insieme, sono senz’altro indispensabili alla costituzione del nostro scheletro.

Nel miglio bruno non mondato e in forma selvatica tutte queste sostanze minerali ed oligoelementi sono presenti in forma molto fine, quasi omeopatica, e sono in grado di influenzare in modo positivo la rigenerazione specialmente di ossa, cartilagine e tessuti muscolari. E proprio in questa forma così fine viene assorbito dal nostro organismo e dalle cellule del nostro corpo in modo veramente unico.

Un dono della natura e le sue doti terapeutiche: il MIGLIO

Il miglio appartiene – come l’avena – alla famiglia della poa comune e in origine ha le sue radici nell’India orientale. È considerato una delle più antiche piante coltivate e si è diffuso in Germania già nell’età precristiana.

Fino a 100 anni fa il miglio ha giocato un ruolo molto importante nella nutrizione, in seguito, però, è stato dimenticato. Dunque sarebbe ormai l’ora di riprendere coscienza dei suoi valori, dato che si tratta del cereale più ricco di sostanze minerali esistente sul pianeta Terra. Il miglio è un prodotto privo di glutine, privo della parte proteica del glutine, composta da glutenina e gliadina.

Il miglio contiene una grande quantità di acido silicico, oltre che fluoro, zolfo, fosforo, ferro, magnesio, potassio, zinco etc. Presenta anche una particolare ricchezza di vitamine del gruppo B, come ad esempio, le vitamine B1, B2, B6, B17, e di acido pantotenico e dell’ammide dell’acido nicotinico (nicotinammide).

Con 59 mg d’acido silicico, 6,8 mg di ferro, 0,6 mg di fluoro, 3 mg di sodio e 170 mg di magnesio in 100 grammi di miglio, esso rappresenta un fornitore eccellente di essenziali sostanze minerali. È anche degno di nota che le sostanze minerali, gli oligoelementi e le sostanze attive sono contenuti in forma molto fine, quasi omeopatica, un dato che può contribuire in modo positivo alla guarigione delle malattie di ossa e cartilagine. E proprio questa forma così fine può essere assorbita dal nostro organismo e dalle cellule del nostro corpo in un modo unico nel suo genere. Il corpo ne ha anche bisogno soprattutto per far regredire esistenti e limitati ristagni, simili a scorie, di sostanze minerali e per riequilibrare le perdite di minerali.

L’acido silicico è un composto acquoso dell’anidride silicica e rappresenta una sostanza primordiale essenziale per ogni organismo vivente. Alcuni scienziati russi hanno scoperto che né materiali viventi né organismi sono in grado di esistere senza l’acido silicico.

Per le piante l’acido silicico possiede soprattutto una funzione di costituzione e di sostegno. Ma anche nel corpo umano l’acido silicico rappresenta un elemento indispensabile per l’ordine. Insieme al calcio agisce soprattutto a favore della funzione di sostegno, a cui l’acido silicico fornisce in prima linea l’elasticità e il calcio la solidità. L’acido silicico rinforza anche il tessuto connettivo che dà struttura a tutto il corpo e avvolge i singoli organi. Il tessuto connettivo è il tessuto primordiale nel corpo. La pelle, che ci avvolge come un involucro di silicio, ne rappresenta la chiusura verso l’esterno.

Il contenuto elevato di acido silicico è all’origine anche di una pelle fresca e liscia e di capelli forti e brillanti. L’acido silicico e il fluoro favoriscono la guarigione dei denti e garantiscono la durezza delle unghie delle mani e dei piedi.

Tante persone soffrono di danni e difetti del portamento. In questi casi il miglio potrebbe essere veramente di grande aiuto. Inoltre potrebbe risultare utile nella cura di tante malattie polmonari, catarro bronchiale o asma, perché l’acido silicico rinforza anche il tessuto polmonare rendendolo più resistente e flessibile. Fornisce elasticità e resistenza ai tessuti.

L’acido silicico stimola anche i sistemi di difesa naturali del corpo e stimola la formazione dei fagociti che distruggono virus e batteri nel sangue e nel sistema linfatico.

Con l’età il contenuto di acido silicico nei tessuti diminuisce costantemente. E ciò si manifesta con la formazione di rughe, con la fragilità del tessuto connettivo, con varici, emorroidi, ernia dei dischi intervertebrali, difetti di portamento, disturbi d’irrorazione sanguigna, vertigini, stanchezza, eczemi, danni ai denti, affezioni articolari, artrite, fragilità delle unghie, debolezza dei sensi e del sistema nervoso e con reazioni allergiche. L’acido silicico ha una notevole influenza sul sistema nervoso soprattutto grazie al suo contenuto di vitamine del gruppo B.

L’acido silicico gioca un ruolo indispensabile nel metabolismo, provvede al rifornimento di ormoni, regola il bilancio idrico ed è addirittura corresponsabile dello scambio di sostanze nutritive.

Inoltre il miglio può riparare tutti quei danni provocati da un certo tipo di alimentazione.

Il miglio ha ottimi effetti soprattutto per le madri che allattano e dovrebbe essere consumato regolarmente durante il periodo di guarigione di fratture ossee. Un’alimentazione a base di miglio può spesso contribuire ad accelerare la guarigione anche di infiammazioni – ad esempio della vescica.

Purtroppo l’ uomo di oggi mangia cibi con un contenuto troppo basso d’acido silicico oppure cibi prodotti su suoli poveri di sostanze minerali e per questo la nostra alimentazione abituale non riesce più a soddisfarne il fabbisogno quotidiano.

Un consiglio prezioso: il miglio bruno selvatico

Siccome le bucce dure, silicee dei chicchi del miglio dorato non sono commestibili, devono essere eliminate. Accanto al miglio dorato esiste però anche il miglio bruno o miglio primordiale che non deve essere mondato. La medicina medievale ha cantato grandi lodi del miglio e oggi è considerato un cereale da consigliare a tutti – e non solo in età avanzata.

Come già detto, il miglio bruno non deve essere sbucciato. Per questo il suo valore nutritivo è ancora più alto di quello del miglio comune che invece va privato della buccia.

È noto che la maggior parte delle sostanze minerali e degli oligoelementi aderisce agli strati esteriori i quali, attraverso la mondatura, vengono parzialmente distrutti con la buccia. Siccome il miglio bruno viene macinato insieme alle sue bucce con la macina per cereali “Zentrophan”, tutte le sostanze vitali rimangono intatte nel miglio bruno macinato.

Il corpo può ingerire le sostanze nutritive più facilmente se il miglio bruno viene consumato senza essere stato bollito o riscaldato. Consumato crudo anche il miglio fa parte di quei cereali in grado di dar vita a basi e che così prevengono l’eccessiva acidificazione, la perdita di minerali e l’accumulo di scorie .

Il miglio bruno viene coltivato solamente su terreni in cui viene seguita una rotazione agraria particolare, con un’alta percentuale di leguminose. Inoltre sono indispensabili un tipo di coltivazione che rispetti il suolo e l’ambiente, una nutrizione adatta alle esigenze delle piante e concimazione organica. Il miglio bruno non viene né clonato, né manipolato geneticamente, né trattato con ibridi, né sottoposto a selezioni. Grazie a questo modo di lavoro integrale, le vitamine del gruppo B, l’acido pantotenico, il ferro, il fluoro etc. sono contenuti nella loro forma primordiale.

Il miglio bruno macinato è ancora più efficace, perché i fiocchi di miglio, nel corso della loro produzione, vengono cotti a vapore e stabilizzati. Si può aggiungere il miglio bruno macinato ai fiocchi d’avena, ma anche ad ogni altro tipo di bevanda, come ad esempio a spremute fresche di frutta o di verdura, e altrettanto bene a brodi o yogurt.

Da 2 a 4 cucchiaini di farina di miglio bruno macinato mescolati ad una mela grattata si possono consumare come un piccolo antipasto o come completamento della prima colazione oppure come spuntino tra i pasti.

Il miglio come prodotto basilare in caso di problemi alle ossa

Crudo e integrale il miglio, con i suoi preziosi minerali, può influenzare in un modo positivo la guarigione da tutte le malattie delle ossa, soprattutto dall’artrosi delle articolazioni grandi e piccole, ma anche della colonna vertebrale. Naturalmente si consiglia di far supportare gli effetti curanti del miglio integrale da cibi naturali e da un sano stile di vita.

Testimonianze

Il guaritore tedesco Hoffmann racconta nel n.49/1990 della sua rivista Gesundheitskurier dedicata ai problemi della salute di tre anziane signore che soffrivano di grandi dolori dovuti ad artrosi della spina dorsale e delle articolazioni coxofemorali. Allorché lui consigliò loro di consumare ogni giorno tre o quattro cucchiaini di miglio (da consumarsi crudi) e quando cercò di dar loro speranza dicendo che se avessero seguito il suo consiglio conseguentemente i dolori sarebbero scomparsi entro sei settimane, le signore credettero che lui le volesse prendere in giro. Avrebbero dovuto comunque continuare a consumare regolarmente i fiocchi per un periodo variabile tra